La Thailandia in due settimane ha una logica semplice: si scende da nord a sud. Prima Bangkok e la pianura centrale con i templi e i mercati, poi le montagne del nord con Chiang Mai e Chiang Rai, infine il mare delle Andamane con Phuket e le Phi Phi. Tre voli interni cuciono i tre capitoli, e il Paese che si attraversa cambia lingua, cucina e paesaggio a ogni tappa. Questa è la rotta del viaggio di gruppo in Thailandia di Woyage, 14 giorni, giorno per giorno.
Bangkok: il Gran Palazzo, il Wat Pho e il Wat Arun
Si arriva a Bangkok dopo un volo con scalo e si parte dal fiume. Il Gran Palazzo, residenza dei re del Siam dal 1782, con il Tempio del Buddha di Smeraldo; il Wat Pho, accanto, con il Buddha sdraiato di 46 metri e la scuola di massaggio tradizionale; e sull’altra riva del Chao Phraya il Wat Arun, il Tempio dell’Alba, da salire nell’ora d’oro quando le ceramiche delle guglie prendono la luce. In mezzo, i vicoli di Chinatown, i mercati, il cibo di strada che a Bangkok è il migliore del Paese. Una giornata è dedicata a girare la città senza programma.
I mercati di Maeklong e Damnoen Saduak
A un’ora e mezza da Bangkok, due mercati che sono diventati i simboli della Thailandia. Maeklong è il mercato sui binari: le bancarelle occupano la ferrovia e, otto volte al giorno, si ritirano in pochi secondi per lasciare passare il treno, che sfiora le tettoie. Damnoen Saduak è il mercato galleggiante più famoso, con le barche a remi cariche di frutta, noodle e cocco; si gira in barca nei canali laterali, i khlong, dove la vita sull’acqua è ancora quella di sempre.
Ayutthaya, l’antica capitale
Capitale del Siam per quattro secoli, distrutta dai birmani nel 1767, Ayutthaya è un’isola tra tre fiumi coperta di rovine: le guglie (prang) di Wat Chaiwatthanaram che si specchiano nell’acqua al tramonto, la testa di Buddha tra le radici del fico a Wat Mahathat, i chedi di Wat Phra Si Sanphet. Si visita in bicicletta o in tuk tuk e si chiude con un giro in barca attorno all’isola.
Chiang Mai: il Doi Suthep e i villaggi di montagna
Un’ora di volo e si è nel nord, nel regno Lanna. Chiang Mai ha la città vecchia dentro le mura, con oltre trecento templi, i mercati serali e il ritmo lento che Bangkok non ha. Il Doi Suthep, il tempio sulla montagna sopra la città, si raggiunge con una scalinata di 306 gradini tra i naga: la vista sulla valle e il chedi dorato valgono la salita. Nei dintorni, i villaggi di montagna delle minoranze del nord, i mercati di artigianato e le cucine del nord, con il khao soi, i noodle al curry.
Chiang Rai: il Tempio Bianco, il Tempio Nero e il Tempio Blu
Tre ore di strada a nord, verso il Triangolo d’Oro, e si arriva a Chiang Rai, dove tre artisti hanno costruito i tre templi più fotografati della Thailandia contemporanea. Il Tempio Bianco (Wat Rong Khun) di Chalermchai Kositpipat, tutto bianco e specchi, con il ponte sulle mani dell’inferno; la Casa Nera (Baan Dam) di Thawan Duchanee, un museo di legno scuro, ossa e pelli; il Tempio Blu (Wat Rong Suea Ten), con l’interno di un blu profondo e il Buddha bianco. Da Chiang Rai si vola verso il mare.
Phuket: la old town e il mare
Phuket è l’isola più grande del Paese e la base per la parte di mare. La old town, con le case sino-portoghesi colorate di Thalang Road, i caffè e i templi cinesi, racconta i tempi delle miniere di stagno; le spiagge della costa ovest, da Kata a Nai Harn, sono quelle del tramonto. Una giornata è libera per il mare, un massaggio o un’escursione.
Phi Phi Islands
La giornata che tutti aspettano: in barca veloce da Phuket, un’ora verso le Phi Phi. Phi Phi Leh, disabitata, con Maya Bay (la spiaggia di “The Beach”, oggi a ingresso contingentato e senza barche nella baia), la Pileh Lagoon verde smeraldo tra le pareti di roccia, la Viking Cave; Phi Phi Don, con la spiaggia e il villaggio; e le soste di snorkeling nei fondali di corallo. Si torna a Phuket al tramonto.
Il rientro
L’ultimo giorno si saluta Phuket, si vola a Bangkok e da lì si rientra in Italia, con arrivo il giorno dopo.
Quando andare
Il viaggio è costruito sulla stagione secca, da novembre a febbraio: fresco al nord, cieli limpidi a Bangkok, mare calmo e trasparente alle Phi Phi. Da maggio a ottobre il monsone colpisce la costa delle Andamane, con pioggia e mare mosso; marzo e aprile sono i mesi più caldi, con Songkran, il capodanno thailandese dell’acqua, a metà aprile. Le partenze Woyage sono tra ottobre 2026 e febbraio 2027, a partire da 3.990 € a persona (4.290 € per fine dicembre e febbraio), con volo intercontinentale, tre voli interni, hotel 4 e 5 stelle, colazioni e cene, trasferimenti, la giornata alle Phi Phi, assicurazione e coordinatore dall’Italia: le date sono nella pagina dei viaggi di gruppo in Thailandia.
Domande frequenti
Quanti giorni servono per la Thailandia?
Due settimane per vedere Bangkok, il nord e il mare; in una settimana si sceglie tra Bangkok e il nord oppure Bangkok e un’isola.
Serve il visto per la Thailandia?
No, i cittadini italiani entrano senza visto per soggiorni turistici fino a 30 giorni. Serve il passaporto con sei mesi di validità residua.
Servono vaccinazioni per la Thailandia?
Nessuna è obbligatoria. Conviene essere in regola con le vaccinazioni di routine e chiedere al proprio medico o all’ASL per epatite A e tifo; repellente per le zanzare in tutto il Paese.
Si lascia la mancia in Thailandia?
Non è obbligatoria ma è gradita: arrotondare il conto al ristorante, 20-50 baht a chi porta i bagagli, qualcosa in più a guide e autisti a fine giornata.
Come ci si veste nei templi?
Spalle e ginocchia coperte, scarpe da togliere all’ingresso. Un sarong o un pantalone leggero nello zaino risolve tutto.
Si può visitare Maya Bay?
Sì, con accesso contingentato e orari: si arriva da un pontile sul retro dell’isola e non si fa il bagno nella baia, che è stata chiusa per anni per far ricrescere i coralli.