In otto giorni la Giordania si vede tutta: il nord romano, la capitale, il Mar Morto, il deserto, Petra e il Mar Rosso stanno dentro un anello di 1.200 chilometri che si percorre senza fretta. Il viaggio di gruppo in Giordania di Woyage segue questo anello da Amman ad Aqaba e ritorno; qui lo raccontiamo giorno per giorno, con quello che si vede e quello che conviene sapere.
Giorno 1: Amman
Si atterra ad Amman, la capitale costruita su sette colli (oggi più di venti), e la sera si comincia dal centro: Rainbow Street e le terrazze con la vista sulla città, il mercato del centro, la cena con mezze e mansaf, il piatto nazionale di agnello e yogurt. È la città giordana più vivace e meno turistica del viaggio.
Giorno 2: i castelli del deserto
A est di Amman, verso l’Iraq, la strada attraversa il deserto nero di basalto e tocca i castelli omayyadi dell’VIII secolo: Qasr Amra, patrimonio UNESCO, con gli affreschi di donne, animali e lo zodiaco su una cupola, unici nell’arte islamica delle origini; Qasr Kharana, il caravanserraglio-fortezza nel nulla; Qasr Azraq, il castello di basalto dove Lawrence d’Arabia passò l’inverno del 1917. Paesaggi lunari, nessuno in giro.
Giorno 3: Jerash e la storia di Amman
Un’ora a nord, Jerash è una delle città romane meglio conservate del mondo: la piazza ovale con il colonnato, il cardo lastricato con i solchi dei carri, i due teatri, il tempio di Artemide, l’arco di Adriano. Si cammina tra le pietre per mezza giornata. Al rientro la cittadella di Amman, con il tempio di Ercole e il palazzo omayyade sul colle sopra il centro, e il teatro romano da seimila posti ai suoi piedi.
Giorno 4: il Mar Morto
Un’ora di strada in discesa fino a 430 metri sotto il livello del mare, il punto più basso della Terra. Si galleggia senza fare nulla, si legge il giornale sull’acqua per la foto, ci si spalma di fango nero e si guarda la costa della Cisgiordania e Gerusalemme dall’altra parte. Giornata di relax in un resort con piscine e spiaggia; le regole: non mettere la testa sott’acqua, non rasarsi il giorno prima, uscire dopo venti minuti.
Giorno 5: on the road verso il Wadi Rum
La strada del Re e poi l’autostrada del deserto portano a sud, nel Wadi Rum, il deserto di sabbia rossa e montagne di arenaria dove sono stati girati Lawrence d’Arabia, The Martian e Dune. Si entra in jeep con i beduini: le dune, le gole, le iscrizioni nabatee e il ponte di roccia, il tè al cardamomo nella tenda. Al tramonto le montagne diventano rosse, e la notte si dorme in una bubble, la tenda trasparente, con il cielo stellato sopra il letto. Nel deserto le notti sono fredde: un piumino serve da ottobre a marzo.
Giorno 6: Petra e il trasferimento ad Aqaba
Il giorno più atteso. Si entra presto, quando il Siq, la gola di un chilometro tra pareti di cento metri, è ancora in ombra e quasi vuoto, e si sbuca davanti al Tesoro, la facciata scavata nella roccia rosa che tutti conoscono. Poi la città continua per chilometri: la strada delle facciate, il teatro, le tombe reali, il cardo romano, e per chi ha gambe gli 850 gradini fino al Monastero, più grande del Tesoro e con la vista sulle montagne fino al Wadi Araba. Si cammina 8-10 chilometri; scarpe comode, acqua, cappello. Nel pomeriggio si scende ad Aqaba, due ore di strada, per la sera sul Mar Rosso. Chi vuole può aggiungere Petra by Night, lo spettacolo serale con le candele nel Siq, nelle sere in cui si tiene (non è nel programma).
Giorno 7: il Mar Rosso
Una giornata intera ad Aqaba: la barca sul golfo, lo snorkeling sulla barriera corallina del Parco Marino, a pochi metri dalla riva, con i coralli, i pesci pappagallo e i relitti; la spiaggia, il forte mamelucco e il lungomare, e la sera la Kunafa calda in uno dei locali sul mare. I posti migliori per la maschera e le cose da sapere sono in Aqaba, la barriera corallina e il Mar Rosso.
Giorno 8: la Piccola Petra e il ritorno ad Amman
Si risale verso nord con una sosta a Siq al-Barid, la Piccola Petra: una gola stretta con facciate, triclini e un affresco nabateo del I secolo, senza la folla della grande. Poi la strada fino ad Amman e il volo di rientro.
Cosa resta fuori
Otto giorni non includono Madaba e il monte Nebo (la mappa in mosaico e il punto da cui Mosè vide la Terra Promessa, sulla strada del Mar Morto), il castello crociato di Kerak, la riserva di Dana e il canyon del Wadi Mujib, da percorrere in acqua d’estate. Sono le aggiunte per chi torna, o per chi si ferma qualche giorno in più.
Il viaggio in pratica
Il viaggio di gruppo in Giordania costa 2.590 € a persona e comprende il volo da Milano o Roma, gli hotel 4 e 5 stelle e la notte nella bubble, colazioni e cene, i trasferimenti privati, il Jordan Pass con il visto e l’ingresso a Petra, l’assicurazione e il coordinatore dall’Italia; i conti sono in quanto costa un viaggio in Giordania. Le partenze, tra ottobre e febbraio, seguono i mesi in cui Petra e il deserto si visitano senza il caldo (quando andare in Giordania) e sono tutte nella pagina dei viaggi di gruppo in Giordania.
Domande frequenti
Quanti giorni servono per la Giordania?
Otto giorni per l’anello completo con Petra, il Wadi Rum, il Mar Morto, Jerash e Aqaba. In cinque si vedono Petra, il Wadi Rum e il Mar Morto.
Quanto si cammina a Petra?
8-10 chilometri in una giornata, con i 850 gradini del Monastero in più per chi li vuole fare. Servono scarpe comode e acqua.
Si dorme davvero nel deserto?
Sì, una notte nel Wadi Rum in una bubble, la tenda trasparente con il letto sotto le stelle, con bagno privato e cena nel campo.
La Giordania è sicura?
È uno dei Paesi più stabili e ospitali del Medio Oriente, con un turismo organizzato da decenni. Vale la regola di consultare Viaggiare Sicuri prima di partire.
Si può fare Petra by Night?
Sì, è facoltativo e si paga a parte (17 dinari), nelle sere in cui si tiene: il Siq e il Tesoro illuminati da millecinquecento candele.