Bali e Gili in 11 giorni: cosa vedere e cosa evitare

Bali e Gili in 11 giorni: cosa vedere e cosa evitare

L'itinerario Woyage a Bali giorno per giorno, dalla base di Ubud alle isole Gili, e gli errori da evitare: traffico, truffe sui cambi, scimmie e barche.

Bali è grande come la Liguria ma si attraversa più lentamente: il traffico tra la costa e l’interno trasforma 40 chilometri in due ore, e il modo giusto per vederla è scegliere una base e muoversi a raggiera. Il viaggio di gruppo Bali & Gili di Woyage fa così: undici giorni con base a Ubud, le escursioni ogni giorno in una direzione diversa e, alla fine, una notte alle isole Gili. Qui cosa si vede giorno per giorno e, in fondo, cosa è meglio evitare.

Ubud, la base

Ubud è il centro culturale dell’isola, nell’interno tra risaie e giungla: il palazzo reale, il mercato, i ristoranti con la vista sulle terrazze, le scuole di yoga, le gallerie. La Monkey Forest, la foresta sacra con tre templi e settecento macachi, è a dieci minuti dal centro; la Campuhan Ridge Walk è la passeggiata dell’alba sul crinale; le risaie di Tegallalang sono quelle delle foto, a un quarto d’ora. Dormire a Ubud, in una villa con la piscina tra le risaie, è il modo per avere Bali intorno e non il traffico della costa.

Le cascate e le tradizioni

A nord e a est di Ubud la foresta nasconde decine di cascate: Tegenungan, la più vicina; Tibumana e Kanto Lampo, dove si fa il bagno; Tukad Cepung, dentro una grotta dove entra la luce. Il viaggio dedica una giornata alle cascate e ai villaggi, con le cerimonie nei templi, le offerte di fiori sui marciapiedi e il sarong da indossare per entrare.

Nusa Penida

In barca veloce da Sanur, 45 minuti, verso l’isola delle scogliere: Kelingking Beach, il promontorio a forma di T-rex con la spiaggia 200 metri più in basso; Broken Beach e Angel’s Billabong, l’arco di roccia e la piscina naturale; Crystal Bay per lo snorkeling con le mante, se il mare lo permette. Le strade dell’isola sono strette e sconnesse: si gira con autista, e la giornata è lunga.

Il lago e le risaie UNESCO

Verso le montagne del centro: il tempio di Ulun Danu Bratan, con le pagode che sembrano galleggiare sul lago a 1.200 metri, nella nebbia del mattino; e le terrazze di Jatiluwih, patrimonio UNESCO, l’anfiteatro di risaie più grande dell’isola, da percorrere a piedi tra i canali del subak, il sistema di irrigazione balinese di mille anni fa.

La Blue Lagoon

A Padang Bai, sulla costa est, la Blue Lagoon è una piccola baia turchese con il reef a pochi metri dalla riva: snorkeling tra coralli e pesci colorati, senza barca. Una giornata di mare e sole dopo le montagne.

Canggu al tramonto

La costa ovest è quella dei surfisti e dei beach club: a Canggu si chiude la parte balinese del viaggio con l’aperitivo sulla spiaggia davanti all’oceano, le onde, i fuochi sulla sabbia e la musica fino a tardi. Poco più a nord, il tempio di Tanah Lot sullo scoglio è il tramonto più fotografato dell’isola.

Le isole Gili

L’ultimo capitolo: la barca veloce verso le Gili, le tre isole al largo di Lombok senza auto né moto, dove ci si muove in bicicletta o con il carretto a cavallo. Gili Trawangan è la più grande e vivace, Gili Air la più tranquilla, Gili Meno la più piccola. Si fa snorkeling con le tartarughe a pochi metri dalla riva, si cena con i piedi nella sabbia, si guarda il tramonto con il vulcano Agung di Bali all’orizzonte. Una notte sull’isola, poi il rientro a Bali per l’ultima cena del gruppo e il volo.

Cosa evitare a Bali

  • Il traffico: la costa sud (Kuta, Seminyak, Canggu) è un ingorgo permanente; non programmate più di una zona al giorno e partite presto.
  • I cambi di strada: i piccoli money changer senza insegna di banca usano trucchi con le banconote. Si cambia in banca, negli uffici autorizzati (insegna verde “PT”) o si preleva al bancomat.
  • Le scimmie: alla Monkey Forest e a Uluwatu rubano occhiali, cappelli e telefoni. Niente in mano, niente cibo, zaino chiuso.
  • Lo scooter senza patente: la polizia ferma i turisti, le assicurazioni non coprono senza la patente internazionale, e gli incidenti sono la prima causa di ricovero dei turisti sull’isola.
  • Le barche a buon mercato: per Nusa Penida e le Gili scegliete compagnie con i giubbotti di salvataggio e un orario; nella stagione delle piogge le traversate possono saltare.
  • I templi senza sarong: spalle e ginocchia coperte, sarong e fascia in vita, che si noleggiano all’ingresso; durante le cerimonie si resta a distanza.
  • Il rubinetto: acqua solo in bottiglia, anche per i denti; il “Bali belly” è il ricordo più comune e più evitabile.

Il viaggio in pratica

Il viaggio Bali & Gili dura 11 giorni, con volo da Milano o Roma, notti in villa privata o in hotel 4 e 5 stelle, colazioni e cene, trasferimenti, le attività dell’itinerario e l’assicurazione; all’arrivo si paga il Visa on Arrival (circa 30 €). Al momento le nuove date non sono in calendario: dalla pagina dei viaggi di gruppo a Bali si può chiedere di essere avvisati quando escono. Il periodo giusto è la stagione secca, da maggio a ottobre: ne parliamo in quando andare a Bali.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per Bali?

Dieci o undici giorni per Ubud, le montagne, Nusa Penida, il mare e una notte alle Gili; in una settimana si lascia fuori Nusa Penida o le Gili.

Dove conviene dormire a Bali?

A Ubud, nell’interno: è al centro dell’isola, lontano dal traffico della costa, con risaie, templi e cascate intorno.

Come si arriva alle isole Gili da Bali?

In barca veloce da Padang Bai, Sanur o Serangan, in un’ora e mezza o due; nella stagione delle piogge le corse possono saltare per il mare mosso.

Si può guidare lo scooter a Bali?

Serve la patente internazionale (modello 1968) e il casco; senza, multe e assicurazione non valida. In gruppo gli spostamenti sono con autista.

Serve il visto per Bali?

Non in anticipo: il Visa on Arrival si ottiene all’aeroporto, costa circa 30 € e vale 30 giorni. Passaporto con sei mesi di validità residua.

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